Rabbit Hole

Il corpo non mente. Se abbassiamo la voce... il corpo racconta

Il corso ha come scopo quello di riportare l'attenzione al corpo, al gesto e alla presenza scenica, come punti focale per la trasmissione di un'emozione. Lavorando sul corpo, come mezzo per raccontare e trasmettere emozioni, lo si lascerà diventare un reale supporto e ottimo sostegno per le parole.

Clown e Mimo, queste due figure saranno le guide principali che ci condurranno in questo percorso, attraverso di essi, ci si addentrerà all'errore come mezzo creativo e alla capacità di ridurre all'essenziale per essere più incisivi. Lo scopo primario non sarà solo di analizzare gli aspetti puramente tecnici ma di lavorare concretamente attraverso la pratica, sul sentire veramente il momento. Grazie alla parte più poetica e infantile del clown, si entrerà in contatto con la difficoltà dell'accettazione dell'errore e la semplicità di vivere e trasmettere reali emozioni. Assieme alla figura del mimo, giungeremo a comprendere la potenza del gesto, slegato dalla mera descrizione di un oggetto invisibile, ma capiremo la complessità del non verbale che comprende molto di più delle mani: lo sguardo, l'espressione e la postura del corpo.

Toccarsi i capelli, ridere in scena, aggiustarsi il vestito, tenere i pugni chiusi, allontanarsi dal pubblico, tamburellare la gamba, se si è seduti... se vi hanno detto o pensate che tutto ciò su un palco sia sbagliato, questo corso vi mostrerà un altro punto di vista.

Il processo per rendere un attore “credibile” è quello di sapersi ascoltare, non mentire al pubblico e soprattutto a noi stessi. Riconoscere e utilizzare i propri “atteggiamenti da stress” è ciò che fa la differenza. Creare profondità in un personaggio non vuol dire solo calarsi nei suoi panni, ma soprattutto non dimenticarsi chi siamo, mescolando tutte le nostre debolezze e i punti di forza con quelli del personaggio, offrendo così una complessità emozionale ancora più ampia e interessante.

(S)PUNTI DI LAVORO

  • Ri-Conoscere il corpo. La voce racconta, il corpo non mente.
  • Costruire un personaggio. Ogni gesto anche il più piccolo, racconta una personalità
  • Sbagliare e accettare l'errore. Non è mai come si vorrebbe... e va bene così
  • Essere attori e registi di se stessi. Sapere cosa raccontare e come farlo capire
  • Scoprire il vuoto. Il vuoto come strumento per creare
  • Il protagonista è il pubblico. Chi è sul palco è al servizio di chi “ascolta”
  • Creare poesia attraverso il gesto
  • Less is more. Fare meno è meglio... farlo bene è tutto!
  • Per partecipare al seminario non è necessario avere delle conoscenze teatrali, ma è rilevante la capacità di mettersi in gioco o il desiderio di essa. A seconda delle proprie capacità e necessità il percorso offrirà stimoli e strumenti adeguati.

    Si lavorerà sul portare a far parlare il corpo e non la parte cerebrale attraverso la pratica, permettendo di vivere il momento e non solamente lasciarselo scorrere addosso. Il punto principale sarà il lavoro sullo stare, sul non scappare dalla situazione, ma ascoltare l'aiuto che ci sta suggerendo.

    Il laboratorio sarà tenuto da MASSIMO FARINA

    Incontro per la prima volta il palco nel 1995, e da allora continua a far parte della mia vita. La mia formazione, sia teatrale che di conduzione di gruppi, inizia allora, due percorsi che proseguono di pari passo fino a fondersi in uno unico, aiutandomi a creare un mio stile pedagogico legato all'esperienza diretta e al non fermarsi su degli schemi preimpostati, offrendomi così la possibilità di modellarmi secondo ciò che accade e di chi mi trovo di fronte.

    La mia competenza teatrale è legata soprattutto all'ambito del teatro per ragazzi e dell'improvvisazione; variando anche al teatro fisico, alla prosa, al teatro danza, narrazione e improvvisazione. Attraverso gli insegnamenti di grandi maestri come: Vladimir Olshanky (Cirque du Soleil), Hajo Schüler (Familie Floz), Andrè Casaca , Ennio Marchetto e la compagnia americana Big Nazo, ho potuto unire gran parte delle mie conoscenze, portandomi alla figura del Clown come unico grande contenitore. A coronamento di ciò, il superamento dell'audizione nell'ottobre 2019 per il Cirque du Soleil.

    Grazie alle molteplici esperienze fatte negli anni in conduzione di gruppi teatrali e di crescita personale, ho iniziato a creare un metodo di lavoro adattabile a chiunque, sia per competenze che per età, per riscoprire e approfondire il proprio potenziale. Attraverso tecniche teatrali, il gioco, l'ascolto dell'altro, la difficoltà del non giudizio e all'accettazione dell'errore, si può trovare un proprio stile per creare un sorriso ed emozioni in chi ci osserva, uno strumento utile in qualsiasi forma di spettacolo o di comunicazione. L'atmosfera che propongo vuole essere giocosa, per offrire la possibilità di esprimersi senza paura del giudizio esterno ed interno, primo grande blocco per l'espressività.

    Cosa si nasconde dietro un sipario? Ciò che risiede dentro ogni persona.